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LA NECROPOLI ETRUSCA
La
Necropoli Etrusca, che si estende per circa 750 ettari a tre chilometri
dall'abitato, in località Montarozzi, è una delle più
importanti tra quelle conosciute essendo ricca di tombe a camera con decorazioni
pittoriche. L'uso di decorare le camere sepolcrali non è prerogativa
della città di Tarquinia, ma è solo qui che il fenomeno
raggiunge dimensioni tali da costituire un'importante testimonianza dell'evoluzione
della civiltà etrusca dal VII al III secolo a.C. Sino ad oggi si
conoscono circa 200 sepolcri con pitture o tracce di pitture che ritroviamo
esclusivamente nelle dimore funebri degli aristocratici. Le immagini che
vi sono riprodotte tendono a ricostruire intorno alla figura del defunto
scene che si riferiscono alla sua vita quotidiana, quasi a voler sottolineare,
riflettendo una credenza comune a tutti i popoli primitivi, la continuità
della vita oltre la morte. Tra le molteplici, sono attualmente visitabili
complessivamente 14 tombe: Tombe del Cacciatore, dei Giocolieri, della
Pulcella, Cardarelli, della Fustigazione, Fiore di Loto, delle Leonesse,
dei Gorgoneion, dei Caronti, dei Leopardi, delle Baccanti, della Caccia
e Pesca, 5513 e 5591.
Orario di Apertura: ore 8.30-19.30 (periodo estivo); ore 8.30-14.00
(periodo invernale)
Chiuso tutti i Lunedì feriali, Capodanno, Natale, 1° Maggio.
Ingresso: da 0 a 18 anni e da 65 anni in poi l'ingresso è gratuito
(la stessa gratuità è valida per i cittadini stranieri a
condizione di reciprocità); da 18 a 25 anni si paga il Biglietto
Ridotto; da 25 a 65 anni Biglietto Intero (€ 4,00).
È possibile acquistare il biglietto cumulativo che consente, a
un prezzo speciale di visitare il Museo e la Necropoli (€6,50).
Tel. 0766 856308
LA CIVITA
Percorrendo la strada che porta a
Monte Romano, dopo circa sette chilometri, una deviazione sulla sinistra
conduce all'antica Metropoli etrusca, oggi detta Pian della Civita o Pian
della Regina.
Sul punto più elevato del Pian della Regina sono visibili le imponenti
rovine di un grande tempio etrusco, edificato probabilmente nella prima
metà del IV secolo a.C.. L'edificio era preceduto da una monumentale
scalinata d'accesso ed era decorato da statue acroteriali fittili, di
cui si sono conservate soltanto i celebri Cavalli Alati esposti
nel Museo Nazionale Tarquiniense. In età augustea fu collocato
presso l'angolo Nord-Est un grande bacino circolare di fontana. Proseguendo
verso la punta del pianoro, sulla destra, si incontra un'area in cui sono
visibili resti della cinta muraria, di una porta e di edifici.
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